venerdì 29 ottobre 2021

L'icona della Madre di Dio d'Univ


L'icona miracolosa della Madre di Dio d'Univ
Madonna Univska

a cura di Yaryna Moroz Sarno



  
    L'icona miracolosa del monastero di Univ, uno dei più antichi dell'Ucraina Occidentale risalente al XIII secolo, è del tipo iconografico dell'Odigitria. Nel 1549, questo centro spirituale cadde come vittima dell'attacco tartaro. Ma la Madre di Dio, che scelse questo posto per custodirlo, apparve nel sogno ad un nobile ucraino Oleksandr Lagodovsky che era malato e gli consigliò di andare a cercare un pozzo per guarirsi. Così Lagodovsky si imbatté nelle rovine del monastero dell'Univ e vide l'icona della Madre di Dio, che sopravvisse miracolosamente. Grato per la sua guarigione Lagodovsky costruì la chiesa dell'Assunzione della Beata Vergine e trasferì lì l'icona che è stata situata dietro l'altare sopra il pozzo. Nel 1630 venne qui Fedir Orlovich  che riuscì a fuggire dalla prigionia turca e dovette la sua liberazione per un appello all'icona dell'Univ. Si ritiene che l'icona sia stata incoronata dall'archimandrite del monastero d'Univ, il metropolita Atanasiy Sheptytsky (1715-1746), che ha contribuito notevolmente alla diffusione della venerazione di questa icona della Madre di Dio.
   L'originale dell'icona non è stato conservata fino ad oggiSulla sua origine esistono molte leggende ma tempo e luogo esatti non sono conosciuti. Il padre A. Dolnytsky nella storia della parrocchia dell'Univ scrisse nel 1894: "questa immagine era molto tempo fa nella cappella del cimitero dell'Univ, e quando quell'immagine fu decorata con una corona, fu trasferita nella chiesa. Il cimitero, dove è rimasta la cappella fino ad oggi, si chiamava Koronato".
  Già nella prima metà del XIX secolo nei tempi  del metropolita Mykhailo Levitsky l'icona fu notevolmente danneggiata. Pertanto, ne fecero una copia su tela, che fu posizionata al posto dell'originale.  

Атанасій Шептицький. Атанас Шаптыцкі (XVIII).jpg
Il metropolita Atanasiy Sheptytsky (1715-1746)

   Esisteva un'altra icona della Vergine del XVII secolo del tipo Odigitria (con corone di metallo) nella cappella del monastero fino al 1939. Le due icone furono perdute dopo la chiusura del monastero dell'Univ nel 1950 da parte dell'autorità sovietica. Sopravvisse soltanto il rivestimento d'argento del XVIII secolo. Ultimamente nel Museo Nazionale delle Arti a Leopoli si sono ritrovate le icone mariane del XVII secolo (attriuite ad Ivan Rutkovych) partate lì dal monastero dopo la sua chiusura.  
   Una copia dell'icona miracolosa, che è stata dipinta sulle antiche incisioni e fotografie dal pittore e monaco Juvenalij Mokrytsky, venne solennemente trasferita al monastero dell'Univ nel 1995. Su richiesta dei monaci del santuario della Santa Dormizione dell'Univ, Sua Beatitudine il cardinale Lubomyr Guzar ha istituito la festa dell'icona miracolosa della Beata Vergine dell'Univ nella terza domenica di maggio.



Унівська Лавра і Глинянська Церква Успення Пресвятої Богородиці ...


Gli affreschi nella chiesa monastica di Univ 

До Унева на Хресну дорогу | Паломницький центр РАФАЇЛ



L'icona della Madre di Dio dal monastero di Univ (1696), Ivan Rutkovych (?)
dal 1950 nel Museo Nazionale di Leopoli

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http://tvoemisto.tv/news/u_lvovi_tryvaie_vystavka_ikony_bogorodytsi_z_univskoi_lavry_85984.html
https://photo-lviv.in.ua/odna-ikona-i-dva-zobrazhennya-abo-unikalna-univska-bohorodytsya-video/
https://galinfo.com.ua/news/odna_ikona__dva_obrazy_presvyata_bogorodytsya_z_univskoi_obyteli_260939.html
https://risu.org.ua/ua/index/all_news/ukraine_and_world/ukrainians_outside_of_Ukraine/42173/



giovedì 28 ottobre 2021

L'Orante di Zhydachiv


L'Orante di Zhydachiv


   
    Esiste una leggenda sull'apparizione dell'icona miracolosa di Zhydachiv sull'albero del pero. Secondo un'altra leggenda, l'icona della Beata Vergine navigava lungo il fiume Stryi fino a Zhydachiv. Le storie simili sulle icone miracolose sono molto comuni.
   L'icona sul retro ha l'iscrizione con la data dell'anno 1406 con la precisazione che è stata dipinta dal monaco Veniamino per la chiesa del monastero di Zhydachiv («малована бысть до монастыра Жидачєвскаго Roku 1406»), città pittoresca del distretto di Leopoli, situata nella parte sud-orientale della regione. La prima menzione della città risale al 1164 (sotto il nome d'Udech).
   Molto probabile che l'icona miracolosa di Zhydachiv è una copia dell'icona perduta della seconda metà del XIII secolo, un dono del principe Lev Danylovych (figlio di Danylo Halytsky) per il monastero del villaggio nella regione di Sambir e appartiene alla scuola della pittura ucraina medievale a Przemyśl (secondo l'opinione dello storico dell'arte Prof. W. Aleksandrovych). Il tipo iconografico dell'icona "L'Incarnazione" apparve a Costantinopoli nella metà dell'XI secolo, sulla base di due immagini della Madre di Dio, particolarmente venerate nel tempio di Vlahern. 
    L'icona si trovava nella chiesa dell'Ascensione del monastero. Dapprima era nella chiesa di San Nicholas di Zhydachiv. Da lì, padre Ivan Zhygalovych nel 1572 la trasferì nella chiesa della Risurrezione di Cristo. La cronaca dei miracoli sotto il titolo "Il Vello Irrigato dell'Immacolata Vergine Maria con la rugiada meravigliosa delle grazie che scendono dall'icona miracolosa di Zhydachiv" è stata redatta dal 1750. Purtroppo, il libro in cui sono stati iscritti i miracoli non è stato conservato. L'icona miracolosa della Beata Vergine di Zhydachiv è stata e rivestita in oro e incoronata dal vescovo Lev Sheptytsky.
  Quando nel 1888 a Zhydachiv scoppiò un grande incendio, che distrusse quasi un quarto della città e della chiesa, i parrocchiani riuscirono per miracolo a salvare l'immagine dal fuoco. Il 21 settembre 1901, l'icona fu solennemente trasferita nella chiesa della Resurrezione di Cristo e fu collocata nella parte absidale, dove si trova a fino oggi.


 




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Александрович В. Чудотворна ікона Богородиці («Воплочення» з Жидачева // Вісник Львівського університету. Серія мистецтвознавство. – 2005. – Вип. 5. – С. 119-126.
Вуйцик В. Жидачівська Оранта // Родовід. Українське мистецтво: міфи та реалії, тенденції розвитку, імена. – Київ, 1994. – Ч. 9. – С. 73-77.
Лужницький Г. Словник чудотворних Богородичних ікон України // Intrepido pastori. Науковий збірник на честь Блаженнішого Патріарха Йосифа в 40-ліття вступлення на Галицький престіл 1.11.1944. – Рим, 1984. – С. 164.
Петрушевич А.П. Сводная галичско-русская летопись с 1700 до конца августа 1772 года. – Львов, 1887. – С. 205.
Свєнціцька В.І. Українське станкове малярство ХІV–ХVІ ст. і традиції візантійського мистецтва // Українське мистецтво у міжнародних зв’язках. Дожовтневий період. – Київ, 1983. – С. 18

Свєнціцький І. Галицько-руське церковне малярство ХV–ХVІ ст. Матеріали і замітки // Записки Наукового товариства ім. Шевченка. – Львів, 1914. – Т. 121. – С. 67. – Іл. ІІ;

http://khodoriv.info/kalynets/khodoriv-region/chudotvorna-ikona-prechystoji-divy-mariji-
v-zhydachevi/








mercoledì 27 ottobre 2021

La Discesa dello Spirito Santo


La Discesa dello Spirito Santo 
PENTECOSTE

Yaryna Moroz Sarno


Vangelo di Rabbula del 586, Firenze, Laur., Plut. 1.56, fol. 14 v 



   La Discesa dello Spirito Santo è una tra le più importanti festività dell'anno liturgico che simboleggia il rinnovamento dell'uomo e il ritorno all'unità dopo la divisione dei popoli a Babele (Gn 11, 1-9). La commemorazione dell'Alleanza quando agli ebrei è stato donato la Legge del Signore divenne per cristiani la festività del dono delle lingue (Mc 16, 17). Cinquanta giorni dopo la Pasqua con la Discesa dello Spirito Santo nasce la Chiesa (Atti 2,1-13), trasformando la comunità cristiana nel Corpo di Cristo. 
   La Pentecoste, secondo le testimonianze di San Ireneo (130-202), confermati dall'apologista cristiano Tertulliano (ca 155-ca 230), si festeggiava già nel periodo apostolico. In realtà, Tertulliano fu il primo a distinguere una festa particolare in onore della Spirito Santo. Sulla Pentecoste è stato scritto nell'Itinerario (43,4-6) di Egeria. 
   Fino al IV secolo l'intero periodo dalla Pasqua alla Pentecoste era considerato come una lunga celebrazione della Pasqua. La Chiesa celebrava insieme l'Ascensione e la Pentecoste. La Discesa dello Spirito Santo come la ricorrenza da festeggiare si affermò dal IV secolo. San Basilio il Grande compose le preghiere dei vespri della festa che sono ancora in uso. 
   Nel cantico liturgico della Liturgia bizantina si esclama: "Con soffio infuocato ti posi sugli apostoli che attendono in Sion la tua venuta come bramato onore, come dimostrazione, o Spirito, del Figlio generato dal Padre, e prontamente dimostri indecoroso il ciarlare delle genti con fischi". "Per far ricordare le parole di vita udite dal Padre e dette agli apostoli, il Cristo manda lo Spirito a posarsi su di loro in forma di lingue di fuoco. Cantando ti benedice il creato, che prima da te estraniato, gode ora della tua amicizia". 
   L'iconografia della festa si formò verso il VI secolo. Nelle prime rappresentazioni della Discesa dello Spirito Santo insieme agli apostoli era raffigurata anche la Madre di Dio. Da quando l'Ascensione e la Pentecoste iniziano ad essere celebrate separatamente, nelle icone si rappresentava i dodici apostoli riuniti in preghiera che ricevono lo Spirito Consolatore, ma senza la Vergine Maria, spesso con la predominanza della figura dell’arco. La figura della Madonna si ritrova nuovamente solo nel XVI secolo. 


Detaglio della Pala d'Oro da Costantinopoli, 1100 ca, Duomo di Venezia


   Lo schema iconografico con gli apostolo radunati, seduti su triclini (o l'emiciclo) con i rotoli o codici nelle mani come per annunciare la Parola si formò nel IX secolo. In basso in alcune icone appare un personaggio in abiti regali che porta nelle mani un drappo bianco su cui certe volte sono posti dodici rotoli, la Parola di Fede dei dodici Apostoli: Ο κόσμος, il mondo abitato. Il vecchio re potrebbe essere spiegato come il simbolo delle diverse lingue e nazioni (Att 2, 9-11). 
    


L'icona dall'Athon, XII secolo 


L'affresco dell'XI secolo della Cattedrale di Sofia a Kyiv 



L'icona ucraina della prima metà del XV secolo, villaggio Radruzh 


L'icona dell'inizio del XVI secolo, Zhuravyn, Museo Nazionale di Leopoli 

 
 
 

L'icona ucraina del XV secolo 
 


L'icona del XVI secolo, villaggio Stara Skvariava, scuola di Peremyshl 


L'icona del XVI secolo, Kalush


L'icona del XVI secolo, scuola di Sambir, villaggio Lopushanka



L'icona del XVI secolo, Skole, Museo Nazionale a Leopoli


L'icona ucraina dell'inizio del XVII secolo, villaggio Okorsk, regione di Lokachyn


L'icona della chiesa dello Spirito Santo, Rogatyn 

L'icona della metà del XVII secolo, Sudova Vyshnia


L'icona del XVII secolo, chiesa di Santa Paraskeva a Leopoli 


Ivan Rutkovych, l'icona dell'iconostasi di Zovkva, XVII secolo


L'icona del XVII secolo 


Jov Kodzylevych, l-icona dal monastero di Bilostok, l'inizio del XVIII secolo 


Jov Konzhylevych, l'icona dell'iconostasi di Skyt Maniavsky, 1698-1705 



Michael Vrubel, gli affreschi della chiesa di San Cirillo di Alessandria a Kyiv, 1884 



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G. Passarelli, Icone delle dodici grandi feste bizantine, Milano 1998
Per consultare le immagini vedi: http://icon.org.ua/gallery/zishestya-svyatogo-duha/


martedì 26 ottobre 2021

Sant'Antonio, Dottore della Chiesa, il santo di tutto il mondo



 Sant'Antonio, Dottore della Chiesa, 
il santo di tutto il mondo


Костел св. Антонія у Львові | Збруч
La foto della chiesa di Sant'Antonio a Leopoli 
  

   Sant’Antonio da Padova è tra i santi più amati nel mondo. Frate Antonio già dai contemporanei e dalle generazioni successive fu considerato come il maestro della sapienza cristiana. Fu il biblista impareggiabile e l'autore di opere insigni, possedeva un talento eminente da poter servirsi della memoria, che si sapeva esprimere con un’abbondante grazia di linguaggio mistico con profondità immensa. Il suo parlare  stupiva l’uditorio.
   L’Ordine Francescano richiese di riconoscere il titolo di Dottore, già dichiarato dal papa Gregorio IX, che lo chiamò Arca del Testamento. Fin dal giorno della sua canonizzazione (30 maggio 1232), e come è scritto nella Lettera Apostolica Esulta, Lusitania felix di Pio XII (16 gennaio 1946), conferma a Sant’Antonio di Padova il titolo di “Dottore della Chiesa universale”, con l’appellativo di Doctor Evangelicus.


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Una vecchia foto della chiesa di Sant'Antonio a Leopoli 

    Il 23 giugno 1617 il magistrato di Leopoli con l'approvazione di re Sigismondo III permise la costruzione del primo edificio della chiesa di Sant'Antonio in legno che durò dal 1618 al 1630. Nel 1669 si iniziò la costruzione della chiesa in pietra che impiegò molto tempo. La sua seconda fase iniziò nel 1718 a spese del castellano di Cracovia, il principe Janusz Anthony Vyshnevetsky. Nel 1739 la chiesa fu consacrata. Nel 1765 fu ricostruito da Frantsysk Kulchytsky e fu completato un frontone barocco con vasi disegnati da Peter Poleiowski. Nel 1786 la chiesa divenne una parrocchia.


L'altare del santuario di Sant'Antonio 

Костел Антонія Падуанського у Львові
La statua di Sant'Antonio del XVIII secolo 
vicino all'ingresso del santuario di Sant'Antonio a Leopoli 

Oh Sant'Antonio, Santo di tutto il mondo, 
prega per noi e aiutaci! 




lunedì 25 ottobre 2021

La festa dell'Eucarestia: il Corpo di Dio



La festa dell'Eucarestia 

Il Corpo di Dio

a cura di Yaryna Moroz Sarno

Богословські проблеми проекту онлайн-літургії – інтернет ...
Il mosaico di Santa Sofia a Kyiv, XI secolo  

Изучаем историю с Еленой Переходовой: Культура Київської Русі ...
Il mosaico della cattedrale di San Michele a Kyiv, XI secolo 


   La festa dell'Eucarestia (Corpus Domini, il Corpo di Dio) è una delle più importanti nell'anno liturgico; viene celebrato il giovedì successivo alla solennità della Discesa dello Spirito Santo, rievocando il Giovedì Santo. Una festività liturgica estesa a tutta la Chiesa fu introdotta nel calendario da papa Urbano IV l' 11 agosto del 1264 con una bolla Transiturus e viene indicata come "memorialis sacramentum in cotidianis missarum sollemnior, festum sanctissimi Corporis Domini nostri Jesu Christi", che sottolineava la divinità di Gesù Cristo Dio e il Suo Corpo. L’istituzione della solennità nella Chiesa universale è dovuta principalmente a una suora augustiniana Giuliana di Cornillon (prima metà del XIII secolo) che ebbe una visione della Chiesa come la luna con la macchia scura che evidenziava la mancanza di una festività. In seguito ebbe un’altra visione: Cristo in persona la apparve chiedendole di istituire la festa del Santissimo Sacramento, con il duplice scopo di riaccendere la fede nei fedeli ed espiare i peccati commessi contro il sacramento dell’Eucarestia. Il Corpus Domini come solennità nacque per celebrare la reale presenza di Cristo nell'eucaristia nella diocesi di Liegi, (Belgio) nel 1247.
 
 УКРАЇНА: Релігія-Культура-Мистецтво UCRAINA : Religione-Cultura-Arte: La  festa dell'Eucarestia: il Corpo di Dio
La parte superiore delle Porte Reali dell'iconostasi del XVI secolo, 
Domazhyr, Museo Nazionale dell'Arte a Leopoli 

Рівненський обласний краєзнавчий музей



Рівненський обласний краєзнавчий музей

La parte superiore delle Porte Reali dell'iconostasi del XVI secolo, Museo a Rivne  

L'icona ucraina del XVIII secolo, Museo delle icone di Volyn' 

L'icona ucraina del XVIII secolo, Museo delle icone di Volyn' 

L'icona ucraina del XVIII secolo, Museo Nazionale dell'Arte a Kyiv 


La facciata della chiesa della Santa Eucarestia a Leopoli 






domenica 24 ottobre 2021

Sant'Onofrio anacoreta


Sant'Onofrio anacoreta 
12 (25) giugno 




   Sant'Onofrio il Grande (in greco: Ονούφριος - colui che è sempre buono, felice, m. ca 400, Egitto) è santo eremita egiziano ed uno dei Padri della Chiesa. Secondo la leggenda, era il figlio di un re persiano, divenne uno dei padri eremiti, che ebbe un profondo influsso sulla tradizione spirituale orientale dei secoli IV e VI. 
   Sant'Onofrio fu monaco del monastero d'Ermlis, in Tiberiade. Volendo imitare San Giovanni Battista e profeta Elia, dondusse la sua ascesi nel deserto egiziano nel IV secolo e fu famoso per la sua spiritualità. Ebbe una grande devozione a Gesù nell'Ecaristia desideroso a prenderlo ogni giorno nel Santissimo Sacramento. Il Signore esaudì questo santo desiderio e compì un miracolo: così ogni giorno l'angelo portava la Santa Comunione nella grotta di Sant'Onofrio, dove egli rigorosamente digiunava e pregava. 
   La vita di Sant'Onofrio il Grande e di altri eremiti del IV secolo, che lottavano spiritualmente nel deserto di Tebe in Egitto (tra cui San Timoteo l'Eremita, San Giovanni, Andrea, Eraclemon, Teofilo e altri) è stata scritta da uno dei loro contemporanei. Panfuzio, un monaco egiziano che divenne vescovo, trascorse con 
Sant'Onofrio gli ultimi giorni e lo seppellì in una grotta e probabilmente fu l'autore della Vita del santo che si diffuse nell'Assia Minore. Il suo culto fu esteso a Bisanzio, la sua commemorazione fu inclusa nei sinassari bizantini. 
     Dopo le Crociate il culto di Sant'Onofrio si è diffuso rapidamente nell'Occidente.
    La figura Sant'Onofrio è conosciuta in Ucraina sin dai tempi del Grande principe Volodymyr. L'immagine più antica ucraina di Sant'Onofrio troviamo sull'affresco della cattedrale di Santa Sofia a Kyiv. Il monastero di Sant'Onofrio a Lavriv fu fondato durante il periodo di massimo splendore del principato di Galizia. Il fondatore del monastero è stato considerato il principe galiziano Lev Danilovich sulla base del suo atto dell'8 ottobre 1292, in cui il monastero è menzionato come la proprietà della sua famiglia. 
   Nell'Ucarina medievale c'erano i numerosi monasteri dedicati al santo. I monaci basiliani lo consideravano come loro patrrono. Nel XVII -XVIII secolo le molte icone sono state dedicate al tema della Comunione di Sant'Onofrio con gli attributi tradizionali: un angelo con calice, la Santissima Trinità tra le nuvole o angeli, ortaggi e frutti, una corona e uno scettro, un leone. Onofrio è raffigurato inginocchiato davanti a una grotta con una palma e un ruscello. La sua figura è nuda, solo sulle cosce: una cintura d'erba, i capelli e la sua barba grigi raggiungono il suolo.

 
La miniatura di Kyiv, 1397 


L'affresco, 1418, il maestro Andrea 

L'icona del XV secolo, Museo Nazionale a Leopoli 

Sant'Onofrio con San Giovanni Battista, la prima metà del XVII secolo, 
villaggio Chotynets, Museo Nazionale, Peremyshl'

Il profeta Enoch con Sant'Onofrio, XVII secolo, Museo Storico a Sianok 

L'icona della metà del XVII secolo, villaggio Korytnyky, Museo Castello di Lantsut


L'icona del XVII secolo, Museo Storico di Sianok

La Santa Comunione di Sant'Onofrio, 1717, villaggio Mychnivka, Museo delle icone di Volyn' 


La Comunione di Sant'Onofrio, 1750 ca, Lutsk, Museo delle icone di Volyn'


L'icona del XVIII secolo, villaggio Stavky, Lutsk, Museo delle icone

З колекції Музею волинської ікони: «Причащання Св. Онуфрія» - 28 Квітня  2020 - Волинський краєзнавчий музей
L'icona ucraina della metà del XVIII secolo, villaggio Tur, Museo delle icone, Volyn'



З колекції Музею волинської ікони: «Причащання Св. Онуфрія» - 28 Квітня  2020 - Волинський краєзнавчий музей
L'icona del XVIII secolo, villaggio Zhuravnyky, Volyn', Museo delle icone di Volyn'

L'affresco nella chiesa di San Giorgio, Drogobych, 1711 


L'icona della devozione popolare, XVIII secolo, Museo Storico di Sianok


Gregorio Pinzel, la statua di Sant'Onofrio


La grotta di Sant'Onofrio d'avanti alla chiesa cattedrale di San Giorgio a Leopoli , 1768 



L'icona della devozione popolare del XVIII secolo, Lavriv, chiesa di Sant'Onofrio


http://volyn-kray-mus.at.ua/news/z_kolekciji_muzeju_volinskoji_ikoni_prichashhannja_sv_onufrija/2020-04-28-2245



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